Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato

Sesso: questo sconosciuto…

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Così iniziai ad andare all’asilo; e scoprii che esistevano degli strani esseri che si differenziavano da me in qualcosa, ma non mi era ancora ben chiaro cosa, chiamati “femmine” (o “bambine”, ma tra noi appartenenti allo stesso genere maschile, il primo termine era il preferito). Intendiamoci, è ovvio che avevo già avuto contatti con questa specie: mia madre stessa ne faceva parte, e avevo una serie apparentemente infinita di ziecugineamichedifamiglia nonché una splendida nonna (quella materna, la paterna purtroppo, a cui devo il mio nome -si chiamava Andreina-, non l’ho mai conosciuta) che rientravano anch’esse nella categoria. Ma si trattava pur sempre di adulti, mica di bambini come me, e si sa che gli adulti sono particolari, quindi non mi meravigliava troppo la presenza di donne tra loro.

Invece le femmine esistevano, ed erano anche ben strane: spesso pronte al pianto, non piacevano loro gli stessi giochi che piacevano a noi, sembrava per qualche strano motivo che ritenessero di dover avere un trattamento diverso, di solito di favore, solo per il fatto di appartenere a questa specie particolare; e l’essere all’asilo dalle SUORE (che, pareva, erano femmine anche loro, anche se la presenza di una certa peluria sul volto ogni tanto mi faceva andare un po’ in confusione) non aiutava. Tuttavia, non capivo bene non soltanto perché, ma soprattutto IN COSA fossero diverse. Insomma, come si distingueva una femmina da un maschietto?

L’occasione per porre la domanda alla persona più indicata a rispondere, ovvero mia madre (in fondo non era una femmina di adulto?), si pose durante la visione di un film. Eravamo entrambi seduti sul divano, davanti alla tv, ed un dottore esultante usciva da una sala di ospedale urlando: “E’ un maschio!” Sorse spontanea la domanda da parte mia: “Mamma, ma come fa a capirlo? A me sembrano tutti uguali, così piccoli!” Si formarono degli iceberg in salotto, passarono alcuni pinguini salutando e sono ragionevolmente sicuro di aver visto un paio di orsi polari in lontananza… Dopo un periodo di gelo imbarazzato dalla durata non ben definibile, mia madre, con una vocina flebile flebile, rispose: “Non so…” La mamma cominciava a preoccuparmi: non conosceva il significato di “plutocratica sicumera”, restava senza parole quando dicevo di mio padre che era “uno spregevole schiavista” (vedi posts precedenti) e adesso non mi sapeva nemmeno dire come si capiva se quando si nasceva si rientrava nella categoria “maschietti” o “femminucce”… Secondo me non la contava giusta!

Comunque il problema sembrò essere accantonato per un paio di giorni, fino a quando, in camera mia, non comparve sul comodino accanto al letto un libriccino, intitolato più o meno “Il sesso spiegato ai bambini” (sapevo già leggere, ricordate?). Mio padre, guardandomi con una faccia un po’ strana, quasi apprensiva direi, mi disse: “Quel libro che c’è in camera sul TUO comodino è della mamma, quindi NON devi leggerlo, eh? Mi raccomando, NON devi toccarlo!” E, per sottolineare meglio la raccomandazione, me lo sfogliò velocemente davanti agli occhi, ed ebbi modo di notare che c’erano anche degli strani disegni. Ma se era della mamma, perché non se lo teneva sul SUO, di comodino??? Mi sembrava tutto strano e anche un po’ scorretto, venire a mettere i loro libri in camera mia! Comunque, io ero un bambino molto obbediente, quindi feci esattamente come mi disse mio padre: non lo toccai.

Il libro rimase lì per alcune settimane, finché non scomparve, esattamente come era comparso, senza preavviso ed un po’ misteriosamente. E la mia domanda, ovviamente, rimase senza risposta. Alcuni anni dopo, lo ritrovai, chiuso in fondo ad un mobiletto, e finalmente lo lessi. Compresi immediatamente due cose: la prima era che le femmine in effetti si distinguevano da noi maschietti, ma, strano a dirsi, la cosa non mi interessò particolarmente; anzi, a dirla tutta, di quei famosi disegni mi intrigarono molto di più quelli che riguardavano ME invece che LORO (chiedo alla Corte che questa testimonianza venga deposta agli atti come dimostrazione che gay si nasce e non necessariamente si diventa!). La seconda, che mio padre, dandomi quel comando, era convinto che la curiosità avrebbe vinto, probabilmente anche incentivata dal desiderio di trasgredire/disobbedire (ma io ero DAVVERO un bambino molto obbediente e mi offese un po’ che mio padre non ci avesse pensato!), e quindi mi sarei dato una risposta da solo, leggendo il libro (e soprattutto vedendo i disegni…).

La conclusione a cui giunsi alla fine di tutta questa vicenda fu che con gli adulti, che sono davvero complicati, ci vuole tanta, ma tanta pazienza!

Autore: hygbor

Lettore compulsivo di fumetti, utente compulsivo di tecnologia, curioso compulsivo di luoghi/ persone: solo x il lavoro non ho particolare interesse compulsivo! Nato il 15/10/1968, per citare il titolo di un film "Una Splendida Annata"! Sono stato adottato, ho scoperto di essere gay, ho vissuto in convento come frate cappuccino per 11 anni... Diciamo che non mi sono annoiato

4 thoughts on “Sesso: questo sconosciuto…

  1. la tua semplicità e il tuo candore, caro Andrea, sono disarmanti. e mi sembra tutt’altro che un difetto… ; )

  2. Thanks for this article. I’d also like to express that it can often be hard if you are in school and simply starting out to initiate a long credit standing. There are many students who are just trying to endure and have an extended or favourable credit history are often a difficult matter to have. ceceecdkfkdb

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