Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato

Sim Sala Bim!

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http://www.youtube.com/watch?v=67g5WgxvZfk

Alla televisione in quegli anni (era il 1973) non trasmettevano solo films in cui i dottori suscitavano in me interrogativi imbarazzanti (vedi post precedente), ma anche uno spettacolo meraviglioso, che possiamo definire la seconda pietra miliare nella costruzione della mia nerd-personalità: Sim Sala Bim, programma basato sui giochi di prestigio del grande mago Silvan. Ne potete avere un amarcordico assaggio qui: http://www.youtube.com/watch?v=67g5WgxvZfk

Essendo stato da solo per molto tempo, ed avendo letto un sacco di favole, fiabe, leggende e simili, era ovvio che credessi con tutto me stesso nell’esistenza di streghe, maghi, folletti ed ogni sorta di magia, e Silvan era la dimostrazione vivente che queste mie convinzioni erano assolutamente vere! Seguivo le sue meraviglie con stupore e convinzione assoluti, senza pormi a riguardo nessun altro tipo di interrogativo, che non fosse quello di come fare ad avere anch’io simili fantastici poteri.

Finché, una sera, arrivò il momento che prima o poi tutt* quant* dobbiamo vivere, una sorta di passaggio iniziatico all’età adulta (ok, avevo solo 5 anni e parlare di età adulta era forse un po’ prematuro, ma ci siamo capiti): la Prima Vera Delusione. Passi che ero stato adottato (in fondo, mi rendeva un po’ speciale, e chi poteva dire che non fossi figlio di un mago potentissimo che prima o poi sarebbe tornato a reclamarmi e ad insignirmi del mio vero retaggio?); passi che mia madre non conoscesse il significato di certi termini e nemmeno la differenza tra maschietti e femminucce (in fondo avevo capito che con gli adulti ci voleva molta pazienza); passi anche che Gesù Bambino, che portava i doni a Natale (da noi non passava Babbo Natale), avesse qualcosa che non mi convinceva del tutto; ma nulla mi aveva preparato a ciò che stava per succedere… Davanti alla tv, al termine di un prodigio che non ricordo nemmeno bene quale fosse, Silvan pronunciò la frase a causa della quale la mia vita non sarebbe mai più stata la stessa: “Adesso vi spiego il trucco”.

IL TRUCCO????

Visto? Visto che degli adulti proprio non ci si poteva fidare? Cazzo, anche Silvan però no! Mi voltai verso mia madre, con il labbro un po’ tremolante, e chiesi, al limite delle lacrime (solo al limite, i veri maghi non piangono mai): “Ma allora non è vera magia?!” Per tutta risposta, qualche giorno dopo mi arrivò la scatola dei giochi di prestigio di Silvan, prima di una serie di tre, che ammetto mi piacque moltissimo ed in qualche modo compensò la cocente delusione subita (arriveranno in futuro anche il Manuale di Silvan, quello di Paperinik, il gioco della telepatia di Tony Binarelli… Insomma, diciamo che ho un po’ approfittato della situazione, ecco).

Comunque, il fatto che Silvan avesse imbrogliato (e nonostante tutto lo avevo perdonato, in fondo non era mica colpa sua se non era nato con i veri poteri magici) non dimostrava proprio niente: non voleva certo dire che la magia, quella VERA, non esistesse comunque! Fu posto così il secondo tassello della mia nerditudine, quello che mi farà appassionare a tutto ciò che è magico, misterioso, oscuro, al genere fantasy, ma anche a ciò che, non sapendo come funziona, mi appare in qualche modo “incantato” (e tutta la tecnologia rientra in questo ambito).

Ma, soprattutto, mi aprirà, complici anche le letture fatte e l’educazione profondamente cattolica impartitami dai miei genitori (per non dimenticare l’imprinting suoresco dei miei primi sei mesi passati in brefotrofio e l’anno di asilo trascorso) alla ricerca del sacro, dello spirituale, che mi porterà, molti anni dopo, a bussare (ed entrare) alle porte del convento. Ma -indovinate un po’?- questa è un’altra storia e dovrà essere raccontata un’altra volta.

Autore: hygbor

Lettore compulsivo di fumetti, utente compulsivo di tecnologia, curioso compulsivo di luoghi/ persone: solo x il lavoro non ho particolare interesse compulsivo! Nato il 15/10/1968, per citare il titolo di un film "Una Splendida Annata"! Sono stato adottato, ho scoperto di essere gay, ho vissuto in convento come frate cappuccino per 11 anni... Diciamo che non mi sono annoiato

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