Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato

The Addams Family

2 commenti

Ok, non proprio Addams, ovviamente, ma Borgialli, cioè la mia famiglia. In effetti, credo sia ora di fare una breve presentazione ufficiale del “Piccolo Mondo Antico” in cui mi trovavo a muovere i miei primi passi. Naturalmente cercherò di omettere nomi di persone e città: non è carino rischiare di ricevere una denuncia per sputtanamento pubblico non consentito.

Intanto, il mio paese: sono nato a Torino, è vero, ma i miei abitavano, ed abitano tuttora, in una ridente (…) località del Canavese a circa 40km dal capoluogo. Ora, 40km possono essere un nulla, oppure una enormità. Nel nostro caso, buona la seconda. Pur essendo relativamente popoloso, circa 12.000 abitanti all’epoca, era il classico coacervo di pettegolezzi, curiosità morbose, sorrisi e sorrisetti che al confronto Wisteria Lane di Desperate Housewifes lèvati, proprio. Ed i miei parenti, o perlomeno parte di loro, ci sguazzavano in pieno.

I miei genitori meriteranno dei post a parte. Per ora mi soffermo sulla corte dei miracoli che ci girava intorno. Del mio nonno paterno ho vaghissimi ricordi; viveva con noi, ma venne a mancare quando avevo poco più di 4 anni, e di lui mi resta solo una foto che ci ritrae insieme in cortile, io bimbetto paffuto, lui vecchietto curvo: ci teniamo per mano, e non si capisce chi conduce chi; ma si sa, bambini ed anziani in fondo sono diversi all’aspetto, ma simili nell’animo. Sua moglie, la nonna paterna, non l’ho mai conosciuta, ma, come accennato in un altro post, in qualche modo la porto sempre con me, in quanto devo il mio nome, Andrea, a lei, che si chiamava Andreina.

Situazione uguale e contraria da parte di madre: mai conosciuto il nonno, presenza attiva (MOLTO attiva) la nonna. Madre di una tribù di 5 figlie (l’ultima delle quali mia mamma) e un figlio, rimasta vedova dovette badare da sola alla famiglia relativamente presto, ma per sua fortuna aveva ascendenze prussiane, e si capiva… Eccome, se si capiva. Era quella che, quando mi vide, decise che ero il bambino più bello del mondo, molto più dei miei cugini suoi nipoti naturali (sì, era dotata di notevole buongusto), ma questo non la esimeva dal considerarsi una specie di generale che doveva condurre le proprie truppe verso le guerra della vita, e prendeva questo incarico molto sul serio. Mi viziava, ovviamente, come tutte le nonne: con quello che dava da mangiare a me (che ero di salute un po’ cagionevole, a dire il vero) probabilmente in anni passati aveva sfamato l’intera famiglia. Ma aveva un cipiglio da generale Radetzky e, soprattutto, sapeva istillare perfettamente quel senso di colpa che sarebbe poi stato il tratto distintivo di mia madre. Ricordo una volta in cui, non so più per quale motivo, ero a casa sua ed ero offeso con lei. Si pranzava là e lei aveva preparato un’insalata di sedano, di cui ero particolarmente ghiotto. Ovviamente, non perse occasione per farmelo notare in tutti i modi: “La nonna, CHE TI VUOLE BENE, TI ha preparato l’insalata di sedano… quella che A TE piace tanto… la NONNA… quella CHE-TI-VUOLE-TANTO-BENE…!” Avevo circa 8 anni, potete ben capire con quali traumi infantili sono cresciuto. E questo è uno di quei casi da manuale in cui l’allieva (mia madre) avrebbe superato la maestra (mia nonna). Purtroppo, anche lei venne a mancare relativamente presto, verso i miei 11 anni.

Poi, loro: gli zii/zie. Due zitelle da parte di padre, altrettante da parte di madre, cui se ne aggiungono altre due sposate, ed un unico maschio rimasto anch’egli signorino. Insomma, una vera invasione! E la parte materna non era particolarmente ben disposta verso quella paterna, che considerava non della stessa altezza sociale. Perciò mio padre non vedeva di buon occhio, cordialmente ricambiato, tutto il parentame acquisito. Intorno a tutti noi si muoveva, poi, un piccolo universo fatto di amici, conoscenti, colleghi di mio padre (mia madre, quando mi adottarono, lasciò il proprio lavoro per dedicarsi anima e corpo al frugoletto) che accompagnarono, negli anni a venire, la mia crescita, ma sempre abbastanza superficialmente. I miei genitori, infatti, da bravi piemontesi DOC, erano un po’ orsi e non amavano molto la vita sociale, tratto che hanno trasmesso in effetti anche a me. Anch’io amo molto gli orsi… i bears, per dirla all’americana… e chi bazzica un po’ il mondo gay sa a cosa mi riferisco, per tutt* gli/le altr* c’è Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Comunità_ursina O_O

Autore: hygbor

Lettore compulsivo di fumetti, utente compulsivo di tecnologia, curioso compulsivo di luoghi/ persone: solo x il lavoro non ho particolare interesse compulsivo! Nato il 15/10/1968, per citare il titolo di un film "Una Splendida Annata"! Sono stato adottato, ho scoperto di essere gay, ho vissuto in convento come frate cappuccino per 11 anni... Diciamo che non mi sono annoiato

2 thoughts on “The Addams Family

  1. Tesoro c’è un errore di parentame.
    Parli di tuo nonno paterno passando poi a sua moglie: la nonna materna!
    Mmmmmm… 😁😁😁😁

    È uno spettacolo leggerti 😘

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