Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato

Sul lago dorato (Amici Miei: parte terza)

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Era un bellissimo primo maggio, e decidemmo di passarlo con al classica gita fuori porta. Ma dove? Mare ligure, troppo lontano; montagna valdostana, troppo affollata; campagna, troppo noiosa; la scelta cadde sul lago, e in specifico su quello di Viverone. Non era vicinissimo, ma proprio per questo era una località dove non andavamo spesso, e presentava, quindi, una certa allure di novità.

Stipati, come sempre, nelle auto di Chetto, Flavio e Carlo, partimmo per la nostra allegra avventura. Ma se avevamo pensato di trovare poco traffico, ci rendemmo subito conto dell’errore commesso. Arrivati a qualche chilometro dal lungolago, trovammo una altrettanto lungafila di auto incolonnate, e subito la parte femminile del gruppo cominciò ad innervosirsi. Non parliamo, poi, del trovare un parcheggio quando, finalmente, giungemmo più o meno a destinazione: dovemmo parcheggiare ad una considerevole distanza dallo specchio d’acqua, per cui, arrivati finalmente a destinazione, gli spiriti erano già sul bollente andante, complice anche la giornata molto calda.

Inutile dire che la località era affollata come Cesenatico ad agosto: tutti sembravano avere avuto la nostra brillante idea, trovare un bar dove sedersi richiedeva di prendere il numerino come fossimo dal panettiere e certamente non avevamo nessuna voglia di replicare quello che facevamo nelle calde sere estive al paese, ovvero parlare e parlare e camminare e camminare e chiacchierare e chiacchierare (vedi post precedente). Dove trovare un po’ di tranquillità facendo qualcosa di divertente e diverso dal solito? Ma in mezzo al lago, perbacco!

Cosa c’era di più simpatico ed originale di una gita in barca? La cosa avrebbe anche permesso ai nostri maschi accompagnatori di mostrare le loro doti di rematori! Ed affitto di barca (anzi, barche) fu. Naturalmente, io non rientravo nel novero di “maschio accompagnatore rematore”, per cui pensai di rendermi utile diversamente: addocchiata una delle barche che dondolava pigramente, quasi fosse in attesa proprio di noi, mi ci avvicinai per occuparla in attesa che arrivassero tutti gli altri. Un paio di noi salirono, gli altri stavano arrivando.

Senonché, i furbi che erano saliti decisero di mollare la fune che teneva la barca fissata al molicciolo, ed il natante iniziò lentamente ad allontanarsi dalla riva; intrepido, pensando a chi doveva ancora salire, piantai saldamente un piede sul bordo della barca, uno sulle assi del porto, tenendomi con una mano ad uno dei miei amici (seeee, amici…) e con l’altra aggrappato ad un palo: praticamente una versione panzuta (e fortunatamente vestita) dell’Uomo Vitruviano di Leonardo. Ma la barchetta, inesorabile, continuava ad allontanarsi sempre di più, e l’angolazione dei miei arti inferiori e superiori ad aumentare spasmodicamente. “Tenetemi… TENETEMI… T-E-N-E-T-E-M-I!!! Cado… CADO… C-A-D-O!!! Aiuto… AIUTO… A-I-U-T-O!!!” SPLASH!

I miei cosiddetti amici, ancora sulla riva, si erano fermati vedendo la gustosa scenetta, e invece di correre e salire sulla barca si erano piegati in due dal ridere, contagiando ovviamente anche me: “Ahahah… cretini… ahahah… siete proprio dei bastardi… ahahah… non ne posso più… ahahah… tiratemi fuori… ahahah” Se non fosse stato per i capelli lunghi che non avevo, sembravo una versione barbuta della bambina di “The Ring”, bagnato e con alche e licheni varii che mi penzolavano dai vestiti, mentre come Afrodite emergevo non dalla spuma del mare, ma dalla fanghiglia del lago. Diciamo che, se non altro, ebbi il merito di salvare una giornata che, altrimenti, sarebbe stata un po’ storta per tutti.

Sono sempre veri i detti popolari: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”.

Autore: hygbor

Lettore compulsivo di fumetti, utente compulsivo di tecnologia, curioso compulsivo di luoghi/ persone: solo x il lavoro non ho particolare interesse compulsivo! Nato il 15/10/1968, per citare il titolo di un film "Una Splendida Annata"! Sono stato adottato, ho scoperto di essere gay, ho vissuto in convento come frate cappuccino per 11 anni... Diciamo che non mi sono annoiato

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