Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato

Di sole e d’azzurro (Vacanze parte prima: Medjugorie-1)

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0 Tutti i miei compagni, o perlomeno i superstiti di quella atroce Maturità, per festeggiarne (si fa per dire, visti i risultati) la conclusione sarebbero andati da qualche parte in vacanza, continuando così una tradizione che aveva in qualche modo il sapore del rito di passaggio dall’età bambina a quella adulta, in cui sei indipendente ed inizi a staccarti definitivamente dalla casa avita. Io non avevo pensato di fare altrettanto, ma di starmene a casa e godermi una beata solitudine, senza i miei genitori tra i piedi. Pertanto, prima degli esami, approfittando dell’anniversario di nozze dei suddetti (se non ricordo male festeggiavano i 25 anni di unione), avevo pensato di investire i risparmi che all’epoca ero ancora capace di mettere da parte (…) per prenotare loro un viaggio a Medjugorie.

Perché proprio quella meta? Come ho già accennato in precedenza, i miei, ed in particolar modo mia madre, vivevano quella dicotomia molto ipocrita delle persone cresciute in ambienti mentalmente un po’ ristretti, dove la religione e la spiritualità sono più qualcosa da esibire che da vivere e vengono definiti come essenziali fintanto che non invadono la sfera del privato. Era così che riuscivano a conciliare una fervente attività parrocchiale col rifiuto categorico di accettare che LORO figlio (io) li lasciasse per seguire una vocazione che, ovviamente, era ciò che di più lontano si poteva pensare dai loro desideri e progetti.

Non stupisce, quindi, il fatto che negli ultimi anni avessero iniziato a seguire con sempre maggior interesse quello che stava capitando a Medjugorie, dove si era ancora abbastanza agli inizi di quei fenomeni legati a veggenti, apparizioni mariane (o presunte tali), messaggi universali consegnati all’umanità e che si sarebbero, nel tempo, trasformati in una macchina per fare soldi. All’epoca non si era ancora giunti a certi livelli, quindi avevo pensato di liberarmi per un paio di settimane (tanto durava la trasferta che avevo addocchiato) dei due sposini per avere un po’ di tempo (e casa) libero. Mia madre, in specifico, era sempre più attratta da tutto ciò che era misticheggiante, ma nella sua forma più becera ed appariscente: lacrime che sgorgavano da statue, presunti apostoli incaricati da non si sa chi non si sa quando di diffondere nuove versioni del Verbo, rivelazioni che più erano apocalittiche più facevano presa sulla sua psiche come veritiere, erano ormai diventati una specie di ossessione, e si sarebbe visto anche in seguito (presto su questo blog).

Senonché il mio piano meraviglioso ebbe una pecca: quella di sottovalutare, o non poter prevedere, il senso di colpa generato nei miei a seguito di tutto il pasticcio della Maturità e la conseguente voglia di farsi in qualche modo perdonare (e non perdere di vista per addirittura due settimane l’amato erede). Si commossero fino alle lacrime per il mio regalo, quindi, che NON accettarono… O meglio, lo accettarono, ma decidendo di pagare loro il viaggio (e questo era bene), ma obbligando anche me a prendervi parte (e questo era male, MOLTO male!). Me, che di quel tipo di religiosità fatta da donnine invasate e madonnine infilzate ne avevo avuto più che abbastanza a Valdocco (vedi post “Le Baccanti”). Inutile fu il mio umile schermirmi e il sottolineare che avevo pensato a quel viaggio anche come ad un’occasione per farli stare SOLI… Non ci fu verso di spuntarla, e l’unica, magra consolazione che ebbi fu di poter, almeno, chiedere che ci accompagnasse anche Marco M., con cui almeno avrei potuto dividere le (poche) gioie ed i (molti) scoramenti di quel viaggio. Almeno quel risultato lo ottenni, ed iniziarono così le due settimane-trappola in cui mi ero ficcato con le mie stesse mani.

Autore: hygbor

Lettore compulsivo di fumetti, utente compulsivo di tecnologia, curioso compulsivo di luoghi/ persone: solo x il lavoro non ho particolare interesse compulsivo! Nato il 15/10/1968, per citare il titolo di un film "Una Splendida Annata"! Sono stato adottato, ho scoperto di essere gay, ho vissuto in convento come frate cappuccino per 11 anni... Diciamo che non mi sono annoiato

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