Volevo vivere come CandyCandy…

Racconti di vita in un caos organizzato


Lascia un commento

Amarcord: Elios, Anemos, Thanatos…

A parte quello che ho raccontato in precedenza (“Sim Sala Bim”), non ricordo quando e come mi prese la passione per magia, occultismo, parapsicologia e tutto ciò che in qualche modo fosse esoterico. Certamente, le storie di mitologia greca e romana, egiziana e vichinga, cinese e giapponese, le fiabe e le storie delle varie tradizioni che cominciai a leggere fin da bambino, spinto in questo anche da mio padre che li vedeva come mezzi per aumentare la mia cultura e non certo come quelle sirene ammaliatrici che si sarebbero rivelate alla mia mente, non potevano non influenzarmi. Sta di fatto che fin da quando avevo sette, otto anni cominciai a leggere testi decisamente poco adatti ad un bambino della mia età. Non so nemmeno più come me li procuravo: mio padre non aveva certamente questo genere di interessi, quindi trovarli nella sua biblioteca era escluso. Ricordo però che qualcuno me lo comprai nell’unica edicola che svolgeva anche il ruolo di piccola libreria del mio paese. Rotto, o meglio aperto visto che era di plastica e non di coccio, il porcellino che custodiva gli spiccioli che mia madre mi lasciava di resto quando andavo a prendere il pane al posto suo, mi recavo di nascosto, come un cospiratore, da quella stessa Vanda che da bambino salutavo con quel “Ciao, amore!” che tanto aveva imbarazzato mia madre (“Amor sacro ed amor profano”), raccomandandole di non dire niente a mio padre riguardo i miei acquisti peccaminosi.

In realtà, il mio interesse si sviluppò e trovò fonti con cui soddisfarsi soprattutto quando inizia a frequentare regolarmente Torino, quindi durante il periodo delle scuole medie, e potei quindi accedere a ben altri negozi e forniture. Torino, città magica per eccellenza, ancora oggi offre librerie, e non solo, specializzate esclusivamente in questo genere di argomenti, dove quindi avevo solo l’imbarazzo della scelta. E questa cadeva costantemente sui libri che mi davano accesso a tecniche pratiche, e non solo ad impianti teorici, per sviluppare doti più o meno proibite.

Sarebbe un errore pensare che fossero tutte ciarlatanate. Certo, cercando anche oggi qualcosa sull’argomento si trova di tutto, dalla riproduzione di testi classici, a manuali che promettono di ottenere amore, denaro e successo, come da copione più scontato, fino a giungere a scritti neopagani di correnti New Age più o meno conosciute, come la Wicca francese piuttosto che il druidismo. Si mescolano argomenti diversi: dalla magia, allo sviluppo delle doti paranormali, fino all’alchimia, citando fonti che spesso non c’entrano nulla o di cui si capisce poco, come il Talmud piuttosto che il Tantra, spaziando da Pitagora, ad Ermete Trismegisto, fino ad Aleister Crowley. Insomma, è facile fare un enorme pastrocchio di cose molto diverse tra loro, per storia, tradizione, mezzi utilizzati; ma che hanno tutta un comune denominatore: l’elevazione dell’uomo a qualcosa di superiore. Ed era questo che mi affascinava.

Naturalmente, in questo coacervo di elementi simile ad un minestrone, si trovano anche testi che, per chi ritiene questi argomenti qualcosa di più di passatempi da lettura dei fondi di caffè, danno informazioni reali e strumenti efficaci per ottenere un certo tipo di risultato. Non divulgherò nessun segreto iniziatico indicando quella che fu per me la prima, vera trilogia di libri che mi aiutò a comprendere meglio ciò che stavo cercando: l’Introduzione alla Magia, a cura del Gruppo di Ur, ed. Mediterranee. Da quella lettura cominciai a focalizzare meglio la mia ricerca, ed anche ad affinare alcune tecniche per sviluppare arti i cui insegnanti sono difficili da trovare.

introduzione-alla-magia-volume-primo-gruppo-di-urr-800x518

Ma alcune strade sono pericolose, quando non si ha accanto qualcuno che ci aiuti a percorrerle. Una sera decisi di tentare una tecnica per vivere un’esperienza extracorporea. Si definisce così la capacità di “uscire” col proprio “corpo astrale”, o animo, psiche, io interiore, chiamatelo come volete, dal corpo fisico. Alcuni affermano che sia da questa capacità che deriva, ad esempio, il racconto dei poteri di bilocazione dei santi cristiani. Quando questo si realizza, si vede, generalmente da una posizione di altezza, come si stesse fluttuando, il proprio corpo sdraiato o seduto, come si fosse sdoppiati. Secondo alcune tradizioni, non tutte, il corpo astrale resta collegato con quello fisico tramite un sottile filo d’argento, che di solito esce dalla zona ombelicale, che qualora venisse troncato impedirebbe di rientrare su un piano “terreno”, condannando quindi la persona a restare per sempre su un piano “astrale”, viva eppure non viva allo stesso tempo.

Ma questa prospettiva non mi spaventava affatto: cosa sarebbe potuto accadermi di male? Mi preparai, fisicamente e mentalmente. Era sera, i miei dormivano nella stanza accanto ed io, sdraiato a letto, iniziai con le tecniche di respirazione che mi avrebbero dovuto portare ad uno stato di trance cosciente. Non era la prima volta che le utilizzavo, ed ero quindi abbastanza sicuro di me; questa volta avrei “solo” dovuto cercare di uscire dal mio corpo, liberando il mio io interiore.

Inspiro, espiro. Inspiro, espiro. Raggiungo quella parte di me in cui posso isolarmi dall’esterno. La mente col suo chiacchiericcio si ferma. Percepisco il mio corpo come qualcosa di diverso da me, una stanza dentro cui abito, ma dalla quale voglio uscire. Cerco di sollevarmi, pur rimanendo fisicamente sdraiato. Mi alzo, all’inizio molto lentamente, poi quasi all’improvviso con uno “snap”, come quando si riesce a sbucare da una fessura troppo stretta. Vedo il soffitto che mi viene incontro… no, sono io che sto aleggiando, mi giro, vedo una forma sul letto, mi riconosco… Un’ombra scura, improvvisa, compare alla mia destra, si avvicina al mio corpo, intuisco che in qualche modo lo vuole per sé, fare proprio, impedendomi di riprendermelo. Mi prende il terrore, è un attimo… e riapro gli occhi, ansimando, col cuore che batte all’impazzata, sdraiato nel letto.

Si potrà pensare alla digestione particolarmente pesante; oppure ad un brutto sogno. Ognuno è libero di credere ciò che vuole. Ma da quella sera, ogni capacità che potevo avere (e qualcuna l’avevo) fu improvvisamente inibita, come se il mio inconscio avesse messo un lucchetto a quelle parti di me che fino ad allora avevo cercato di sviluppare. Nel corso degli anni, ho avuto modo di conoscere persone che, se solo glielo avessi permesso, probabilmente avrebbero potuto sciogliere da quelle catene che mi ero autoinflitto. Ma non ho mai voluto lasciarglielo fare.

Ogni tanto leggo ancora libri di esoterismo: all’inizio ho venduto tutto quello che avevo, ma in parte ho poi ricostituito una piccola biblioteca, credo non potrò mai rinunciarvi del tutto. Mi ricordano quello che potremmo essere e che probabilmente abbiamo perso nel corso del tempo. Anche per questo, negli anni successivi, mi sono orientato verso una ricerca più indirizzata alla spiritualità, laddove alcune manifestazioni della mistica cristiana (basti pensare a Teresa d’Avila col suo “Castello Interiore” o Giovanni della Croce) sono molto simili, ma più “accettate” rispetto a quel tipo di esperienze. Ed anche la scuola di Yoga che avrei frequentato per diversi anni rientrava in quel filone di ricerca. Ma questa è un’altra storia, e la dovremo raccontare un’altra volta.


Lascia un commento

Sim Sala Bim!

http://www.youtube.com/watch?v=67g5WgxvZfk

Alla televisione in quegli anni (era il 1973) non trasmettevano solo films in cui i dottori suscitavano in me interrogativi imbarazzanti (vedi post precedente), ma anche uno spettacolo meraviglioso, che possiamo definire la seconda pietra miliare nella costruzione della mia nerd-personalità: Sim Sala Bim, programma basato sui giochi di prestigio del grande mago Silvan. Ne potete avere un amarcordico assaggio qui: http://www.youtube.com/watch?v=67g5WgxvZfk

Essendo stato da solo per molto tempo, ed avendo letto un sacco di favole, fiabe, leggende e simili, era ovvio che credessi con tutto me stesso nell’esistenza di streghe, maghi, folletti ed ogni sorta di magia, e Silvan era la dimostrazione vivente che queste mie convinzioni erano assolutamente vere! Seguivo le sue meraviglie con stupore e convinzione assoluti, senza pormi a riguardo nessun altro tipo di interrogativo, che non fosse quello di come fare ad avere anch’io simili fantastici poteri.

Finché, una sera, arrivò il momento che prima o poi tutt* quant* dobbiamo vivere, una sorta di passaggio iniziatico all’età adulta (ok, avevo solo 5 anni e parlare di età adulta era forse un po’ prematuro, ma ci siamo capiti): la Prima Vera Delusione. Passi che ero stato adottato (in fondo, mi rendeva un po’ speciale, e chi poteva dire che non fossi figlio di un mago potentissimo che prima o poi sarebbe tornato a reclamarmi e ad insignirmi del mio vero retaggio?); passi che mia madre non conoscesse il significato di certi termini e nemmeno la differenza tra maschietti e femminucce (in fondo avevo capito che con gli adulti ci voleva molta pazienza); passi anche che Gesù Bambino, che portava i doni a Natale (da noi non passava Babbo Natale), avesse qualcosa che non mi convinceva del tutto; ma nulla mi aveva preparato a ciò che stava per succedere… Davanti alla tv, al termine di un prodigio che non ricordo nemmeno bene quale fosse, Silvan pronunciò la frase a causa della quale la mia vita non sarebbe mai più stata la stessa: “Adesso vi spiego il trucco”.

IL TRUCCO????

Visto? Visto che degli adulti proprio non ci si poteva fidare? Cazzo, anche Silvan però no! Mi voltai verso mia madre, con il labbro un po’ tremolante, e chiesi, al limite delle lacrime (solo al limite, i veri maghi non piangono mai): “Ma allora non è vera magia?!” Per tutta risposta, qualche giorno dopo mi arrivò la scatola dei giochi di prestigio di Silvan, prima di una serie di tre, che ammetto mi piacque moltissimo ed in qualche modo compensò la cocente delusione subita (arriveranno in futuro anche il Manuale di Silvan, quello di Paperinik, il gioco della telepatia di Tony Binarelli… Insomma, diciamo che ho un po’ approfittato della situazione, ecco).

Comunque, il fatto che Silvan avesse imbrogliato (e nonostante tutto lo avevo perdonato, in fondo non era mica colpa sua se non era nato con i veri poteri magici) non dimostrava proprio niente: non voleva certo dire che la magia, quella VERA, non esistesse comunque! Fu posto così il secondo tassello della mia nerditudine, quello che mi farà appassionare a tutto ciò che è magico, misterioso, oscuro, al genere fantasy, ma anche a ciò che, non sapendo come funziona, mi appare in qualche modo “incantato” (e tutta la tecnologia rientra in questo ambito).

Ma, soprattutto, mi aprirà, complici anche le letture fatte e l’educazione profondamente cattolica impartitami dai miei genitori (per non dimenticare l’imprinting suoresco dei miei primi sei mesi passati in brefotrofio e l’anno di asilo trascorso) alla ricerca del sacro, dello spirituale, che mi porterà, molti anni dopo, a bussare (ed entrare) alle porte del convento. Ma -indovinate un po’?- questa è un’altra storia e dovrà essere raccontata un’altra volta.